Anna Elena Pepe wearmore la la stories

La La Stories – Anna Elena una trottola vivente

La La Stories – Anna Elena una trottola vivente

Raccontare la storia di Anna Elena è decisamente impegnativo. Anche se quando l’ho incontrata, l’immagine che ho avuto di lei è stata subito di una persona dolce e curiosa, la sua vita sembra una trottola su cui lei è saltata allegramente spargendo in giro nel suo vorticare, manciate di amore.

Da qualche parte dobbiamo cominciare: studia canto e ballo e teatro sin da bambina, liceo a Ferrara e laurea in Biotech a Bologna. Poi la sua vita si sposta a Londra una decina di anni fa, dopo aver vinto una borsa di studio. Viene accettata in un’importante accademia Londinese dove studia recitazione e nel frattempo insegna privatamente scienze e matematica per mantenersi.
A questo punto inizia la sua carriera di attrice, con conseguente Master firmato dalla Royal Academy a dall’International Institute of Performing di Parigi , dove comincia anche a studiare “scrittura creativa” e a realizzare i suoi primi progetti da autrice.

Come conseguenza dei suoi scritti viene selezionata da una competition della Writers Guild e una serie televisiva creata da lei viene scelta da una produzione TV importante. E questo è solo l’inizio. Da quel momento Anna Elena ha vinto premi e sfornato film, corti, webserie e soprattutto storie caratterizzate da forti personaggi femminili non convenzionali, donne fuori dagli schemi perbenisti che srotolano situazioni drammatiche raccontate in chiave di commedia, un connubio unico e, soprattutto, vincente. Con un’immaginazione che ha del geniale.

Nel 2019 avendo notato che a Londra la maggior parte dei provini che effettuava era per produzioni americane Anna Elena si sposta a Los Angeles lavorando tra Londra e la città californiana con sempre maggior passione.

Volete sapere cosa ha fatto questa giovane donna con gli occhi da saggia?
Intanto lavora attivamente in teatro sia in Italia che a Londra, al cinema ha interpretato “Un viaggio di Cento Anni” di Pupi Avati, “I love you” di Richard Blanshard, “The Tuscan Wedding” con Johan Nijenhuis (Netflix). Protagonista delle serie “It’s not you” e “Totò e Daiana”svolge anche lavoro di doppiatrice e speaker.
I nomi per cui ha lavorato fino ad ora?
Vodafone, Disney, Ryanair, Fisher Price, Hasbro, Sony, per dirne alcuni. E come se non bastasse, Anna Elena è anche una coach e gira il mondo tenendo workshop di Leadership al femminile.

Il tutto racchiuso in questo involucro soave, fatto di dolcezza e curiosità, Anna Elena è una persona che da subito, pur senza dirti niente, ti fa capire che esiste quella parte di lei profonda, quell’anima grande che racchiude tutte le parti che lei mostra alla gente, la sua creatività, il suo coraggio, la sua umiltà nel proporsi come persona che sta cercando di seguire le sue passioni, senza incensarsi, ma solo raccontando fatti che qui e là sono apparsi nella sua vita.

Ecco l’immagine che lei ha dato a me: Anna Elena è come un bellissimo giardino verde, dove la sua intelligenza e la sua creatività fanno spuntare fiori coloratissimi, rendendolo variopinto e profumato.

Il profumo della voglia e della capacità di osare, di fare, rendendo la vita di ognuno di noi che le incontra, più allegra e ricca.
E mi saluta, con il suo sguardo che trabocca d’amore per ogni piccola cosa, mi saluta e vola via.

Luisa Da Re

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La La Stories – Maria: dalle stelle alle… montagne

Maria: dalle stelle alle… montagne

Maria nasce a Pisa 67 anni fa, e si nota fin da subito che è appassionata della montagna e che adora soprattutto l’inverno, la natura, l’aria aperta. Ma essendo figlia di due professori universitari viene subito incanalata in una vita di studi. Infatti studia ingegneria informatica e in America, oltre a laurearsi, prende numerose specializzazioni in ingegneria aerospaziale.

Appena concluso il corso di studi, Maria viene richiesta in sede alla Motorola a Boston, dove studia i primi telefoni e lavora per questa ditta alcuni anni. Sempre in questa città, che Maria non ama particolarmente, conosce quello che diventerà suo marito, un musicista che cerca di fare carriera all’interno di una band.

Si sposta quindi a Pasadena insieme al marito… marito che però non essendo riuscito a farsi strada nel mondo della musica vedeva le distanze tra le loro due vite sempre più abissali. Tanto che il matrimonio si sgretola e ben presto Maria prosegue da sola la sua ricerca come scienziata italiana alla NASA, lavorando con collaboratori di eccezione.

Tornando all’inizio di questa storia, torniamo alla passione segreta di Maria, la natura, correre, sciare, nuotare. Cosa succede ad un certo punto? maria la la stories luisa da reSuccede che dopo pochi anni Maria si stanca, vivere chiusa in questi uffici blindati, controllata, in cui tutto si misura a numeri, calcoli e algoritmi la sta saturando. Ha bisogno di tornare a contatto con il mondo.

Di punto in bianco si sveglia una mattina e prende una decisione che ha dell’incredibile: si licenzia e parte per il Big Bear, una località di montagna a nord di Los Angeles, dove ha saputo che cercano una insegnante di sci. Arriva con una sola valigia, si adatta a vivere in un bungalow e comincia la sua vita.
Scusate, la sua seconda vita, quella che avrebbe sempre voluto fare. Un bel calcio a tutti gli studi fatti, alla possibile gloria, ad uno stipendio degno di nota, per la sua montagna, per le valli, per il vento che le accarezza il viso mentre corre, per l’amore per l’aria aperta.

Da 20 anni Maria vive in montagna, alle pendici del Big Bear, insegna sci d’inverno, guida il gatto delle nevi per spianare le piste, tiene aperti gli impianti di risalita, e insegna sci d’acqua d’estate, canoa, a guidare un motoscafo nel lago d’estate, sistema le spiaggette, organizza gite e hiking nei sentieri.

Vive di poco, si nutre della fantastica vista delle sue amate montagne, ha sempre il sorriso sulle labbra ed è felice. Lo spazio è un ricordo lontano, ha tantissimi amici, adora l’Italia e ci ritorna almeno due volte l’anno.

Difficile cambiare vita? Sembra di no, basta avere una passione che ci guida, saper capire cosa ci rende sereni e non lasciarci trascinare da lavori che danno molto in termini di denaro, ma poco in calore e umanità.

La sua missione era mandare una sonda sofisticata su Giove, ma la sua vita è volteggiare sulla neve sulle montagne terrestri. Sorge spontanea una domanda: se succedesse una cosa simile a voi, riuscireste a seguire il vostro cuore?

Luisa Da Re

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La fantastica Mrs. Maisel – Amazon, gli anni ’50 e il simbolo dell’indipendentismo femminile

 

La fantastica Mrs. Maisel – Amazon, gli anni ’50 e il simbolo dell’indipendentismo femminile

 

É stata tradita dal marito, si sono lasciati e lei con due figli si è trasferita a casa con i genitori della classe benestante americana ed ebrei. Costretta a rimboccarsi le maniche, fa la commessa, ma sta iniziando anche a crearsi una carriera grazie alla sua passione, nata un po’ per caso: la standup comedy.
Di chi sto parlando? De La fantastica Mrs. Maisel, la protagonista dell’omonima serie tv creata dagli Amazon Studios (fruibile, anche in Italia, sulla piattaforma online) ed uno dei simboli dell’indipendentismo femminile..

Vincitrice di due premi Golden Globe 2018, due premi ai Critics’ Choice Awards e cinque Emmy Awards, La fantastica Mrs. Maisel si fa simbolo di un indipendentismo anni ’50, che ricorda molte storie di vita quotidiana del nostro periodo storico nazionale e mondiale.

Il marito le dice: «Ti lascio perché ho una storia con la mia segretaria» ed è così cambia totalmente la vita di Miriam Maisel, la protagonista della serie tv. Da quel momento crolla il suo mondo e da casalinga, madre e moglie perfetta, Mrs. Maisel diventa una donna tutto fare, che fa affidamento sulle sue capacità personali per riuscire a sopravvivere economicamente e a costruirsi una carriera con ciò che le piace fare: far ridere le persone!

Dall’Upper West Side al bohemien Greenwich Village, Miriam Maisel sveste i panni della moglie e madre perfetta. Durante il giorno inizia a lavorare in un grande magazzino, prima come adetta alle vendite di cosmetici, poi retrocessa a centralinista, ma è alla sera che indossa spesso un abito nero e sale sul palcoscenico dei locali di standup comedy ed inizia ad intrattenere, spesso con battute volgari, satira ed ironia, uomini e donne frequentatori di quei club.

L’ambiente della comicità (soprattutto negli anni ’50) è tremendo, ma Midge (come la chiamano spesso), non è da sola: aiutata dalla sua agente, Susie, una dipendente squattrinata del Gaslight (il locale dove si è esibita per la prima volta), affinerà i suo pezzi comici, lottando contro lo strapotere maschile e i pregiudizi.

Indipendenza femminile, il farcela con le proprie forze, lottare per i propri sogni, distinguersi in un mondo troppo attento alle regole sociali. Questo insegna La fantastica Mrs. Maisel, una serie tv che al di là della bellezza dei costumi, della sceneggiatura e dell’ottimo ritmo tipico degli sketch comici, regala un personaggio femminile con gli attributi.

Miriam ”Midge” Maisel è inoltrata in un epoca come quella dei fiorenti anni ’50 americani, dove anche nella realtà, iniziarono ad avvicendarsi sul palcoscenico dei locali di standup comedy, donne come lei (Jean Carroll per citarne una). La particolarità di Mrs. Maisel sta però nel dimostrare come una passione si può trasformare in lavoro e come ricominciare, seppur con difficoltà possa essere soddisfacente.
Non mollare mai, ricomincia e se ti scappa… cerca anche di far ridere!

Alice Bianco

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