‘Na sera in botéga di Confartigianato Venezia – Mario Berta Battiloro si racconta

‘Na sera in botéga di Confartigianato Venezia – Mario Berta Battiloro si racconta

Il 15 ottobre si è tenuta la quarta ‘Na sera in botéga, il ciclo di incontri organizzato da Confartigianato Venezia insieme alla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo. Ad ospitare i numerosi partecipanti, Mario Berta Battiloro, l’unico battiloro rimasto a Venezia. Ad introdurre la storia dell’attività artigiana, la figlia dell’attuale maestro, Eleonora, che lavora lì insieme alla madre e alla sorella gemella, Sara.

Come ha introdotto Eleonora, nello storico laboratorio artigianale vicino alle Fondamenta Nove, oro, argento ed altri metalli preziosi, vengono trasformati in sottilissime foglie, adatte ad applicazioni in svariati settori: dall’estetica al food.

Il locale dove avviene prima la fusione dell’ora e la battitura è separato dal laboratorio artigianale dove la mamma di Sara ed Eleonora divide i fogli per metterli in commercio. La lavorazione manuale permette di ottenere una qualità superiore del prodotto finito, grazie alle minori alterazioni cui viene sottoposta la materia prima.

Come ha spiegato Eleonora, l’oro in lingotto viene messo in un crogiolo, un vaso di grafite e a 1700 gradi diventa liquido, dopodiché viene versato in una formina per creare il nuovo lingotto, questo perché a loro serve in una forma diversa (stretto e alto) da quella che acquistano. Poi viene passato in un laminatoio e si ottiene così una lamina di 10 metri di lunghezza e 3cm di larghezza.

La lamina poi viene tagliata in piccoli pezzi quadrati di 2cm e vengono inserite in alcune carte verdi, pergamino, trasparenti ed usa e getta. Vengono inseriti circa 350 pezzi che vengono battuti con il maglio del 1926 per circa 40 minuti, dopodiché si ottengono dei fogli di circa 11cm di diametro.

Ed è stata proprio la fase della battitura, quella più apprezzata. Il padre delle ragazze è l’unico battiloro rimasto in Europa, per circa 40 minuti e contando quante volte batte da una parte e dall’altra della mazzetta di fogli d’oro, lavora ininterrottamente. Non riesce a trovare un degno sostituto, perché è un mestiere molto faticoso, soprattutto mentalmente.

Recenti ricerche hanno dimostrato come l’oro abbia delle proprietà antiage e penetrando in profondità nella pelle, riempiendo le rughe, riduce le occhiaie, neutralizza i comedoni e dona al tessuto epiteliale una lucentezza senza paragoni.

In ambito cosmetico può essere utilizzato anche per decorare il proprio corpo: unghie, labbra e palpebre in primis, infatti, ricevono da questo nobile materiale una rivalorizzazione estetica che rivela la propria eleganza e la propria raffinatezza.

Alice Bianco e Sara Prian

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