Mani del Sud: artigianato e moda si fondono nel brand di Raffaele Stella Brienza

 

Mani del Sud: artigianato e moda si fondono nel brand di Raffaele Stella Brienza

Oggi vi portiamo in viaggio lungo lo Stivale a conoscere Raffaele Stella Brienza e il suo brand “Mani del Sud“, una collezione di papillon (ma non solo) cuciti a mano e interamente Made in Italy, che ci evoca i ricordi della sua Basilicata.

«Ricordo che sin da bambino – ci racconta – avevo la passione per il disegno e soprattutto una sorta di “feticismo” per le scarpe di mia mamma. Infatti le disegnavo. Il design di moda è una grandissima carica creativa e di ricerca sociale allo stesso tempo e, per quello che mi riguarda, mi rigenera costantemente, collezione dopo collezione».

Quello che Raffaele fa è un lavoro di artigianato che unisce alla moda e che nasce proprio dal disegno «Un disegno viene fatto a mano, anche se oggi ci sono mezzi più tecnologici e veloci, ma ancora abbiamo bisogno delle mani per sviluppare le nostre idee creative. Spesso le migliori idee ed i migliori prototipi sono proprio quelli realizzati con le mani (soprattutto all’inizio)».

Ma artigianato deriva da arte e Mani del Sud nasce proprio dal connubio tra questa e la moda. «Dai primi agli ultimi pezzi, i nostri papillon vengono trattati, cuciti e lavorati con una grazia tale da poter essere associati a piccole opere d’arte. L’idea mi è venuta semplicemente ascoltando una mia esigenza, poi tradotta in ricerca, selezione e passione».

Di solito, nella moda di tutti i giorni, l’accessorio è comunemente relegato al mondo femminile, Mani del sud, invece, dedica la sua attenzione all’accessorio maschile «ho creduto fosse il caso di divertirmi nell’inventare un qualcosa di speciale anche per l’uomo» ci racconta. «L’obiettivo iniziale era quello di pensare ad un accessorio un po’ particolare che potesse sdoganare l’idea di un “vezzo” tutto al maschile. Mani del Sud è un brand che nasce con una sorta di romanticismo, ma con una spinta verso il futuro incredibile».

Cosa rappresenta per Raffaele il papillon? «Per me rappresenta un elemento distintivo che permette all’uomo di andare verso un eclettismo particolare. Chi indossa un papillon già si allontana da un rigore fortemente consolidato; chi indossa un papillon Mani del Sud ha una consapevolezza ancora maggiore in questo senso. I papillon Mani del Sud non sono semplici papillon, ma hanno elementi distintivi molto forti, evidenti e riconoscibili».

«Il mio MORE – continua – è quello di evidenziare semplicemente la mia unicità. Credo che sia il più bel valore aggiunto ci sia stato concesso. Ognuno di noi racconta qualcosa a modo suo, bello o brutto che sia, ma pone le basi per la diversità…di conseguenza: il confronto, il dialogo, la curiosità, l’amore per la sperimentazione».

Ma Raffaele, in questa avventura, non è da solo anche se le idee e la ricerca, al momento, le sviluppa e porta avanti personalmente, «ho un piccolo team di persone che mi curano le relazioni con i clienti, la produzione, la comunicazione e da pochissimo anche i social».

Il Papillon, unito allo zaino e alle camicie sartoriali, per non dimenticare cravatte, portafoglio, pochette e shopper bag, fanno di Mani del Sud un brand che unisce l’artigianato con il design innovativo, fatto di continua ricerca. Ma cosa c’è nel futuro di Raffaele e Mani del Sud? «Tanti clienti innamorati. Attualmente i nostri clienti si affezionano, ritornano e ci cercano. Questo è il futuro che mi aspetto. Un progetto che ruota intorno all’amore e alla passione…proprio come è nato».

Sara Prian

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