La notte è piccola per noi – Carmini, San Sebastiano e Ognissanti a Dorsoduro

 

La notte è piccola per noi – Carmini, San Sebastiano e Ognissanti a Dorsoduro

 

É terminata sabato 4 maggio l’iniziativa promossa da Confartigianato Venezia, La notte è piccola per noi. L’ultimo tour in giro per la città ha visto come protagonisti, ancora alcune delle attività artigianali più interessanti del sestriere di Dorsoduro: le maschere di cartapesta di Leonardo Faggian e il suo Il Mistero Buffo, le serigrafie di Small Caps, l’officina fabbrile di Marco Tenderini e lo squero Tramontin. Per l’occasione, è stato anche organizzato un workshop di creazione maschere, proprio con Leonardo Faggian, che ha visto protagonisti bambini e adulti.

E nonostante la pioggia, è stata la creatività a farla da padrona: le maschere sono diventate la tela per disegnare prima con la matita e poi dipingere, le ”opere d’arte” di cartapesta, anticate poi, dal maestro Leonardo Faggian.
Nell’attesa che i colori si asciugassero, è inziato il tour con la visita allo squero Tramontin. Dopo la recente scomparsa del padre, le sorelle Elena ed Elisabetta hanno voluto continuare l’attività che si tramanda da un secolo ed è proprio Elena colei che ci ha guidato alla scoperta della realizzazione di una gondola, tra cenni storici, tipi di legno usati, colori, verniciature ecc. Elisabetta invece, sta inziando ad imparare le tecniche di dipintura, della costruzione se ne occupa uno dei ragazzi che ha formato il padre.

Dal legno al ferro battuto. Ad ospitarci poco più avanti, al 2538 di Dorsoduro, è stato Marco Tenderini nella sua officina. Lui assieme al padre Taddeo (in meritata pensione), si occupa della lavorazione del ferro, secondo le tecniche tradizionali che da generazioni vengono tramandate da mastro fabbro a mastro fabbro.
L’attività ha infatti origini antichissime: venne fondata nel gennaio 1804 dai fratelli Domenico, Giovanni Battista, Antonio e Dionisio Tenderini, originari di Premana, in Valsassina, un piccolo centro lombardo da dove provenivano molti alti fabbri, che dal 1500 avevano scelto di lavorare per la Repubblica della Serenissima. Nei decenni, l’attività venne portata avanti dai figli e dai nipoti dei fondatori. Nel 1965 Giovanni Battista decise di lasciare la bottega di Venezia per aprirne una moderna in terraferma, mentre l’officina di Dorsoduro, da Dionigi passò prima nel 1964 al figlio Taddeo e da questi all’attuale titolare Marco, subentrato al padre nel 2000. La tipologia dei lavori svolti non è cambiata di molto e l’impresa continua a produrre ferramenta leggera per case, chiese, conventi, barche, oltre ad attrezzi per falegnami, muratori, marmisti e squerarioli.

Anni e anni d’esperienza (anche se non tutti quelli dei Tenderini) invece, per Small Caps, l’attività di Federico e Paolo: uno veronese e l’altro piemontese, conosciutisi all’università qui a Venezia e poi, dopo alcune vicissitudini lavorative, decisi a mettersi in proprio. La loro è una realtà dedita alla comunicazione, che ama combinare il mondo digitale della grafica con il fatto a mano e la serigrafia. Raccontano Venezia o avvenimenti che li colpiscono, reinterpretando e dando una loro visione di ciò che gli sta attorno: Venezia e l’attualità. All’interno del loro laboratorio tengono anche workshop per adulti.

E per ultimo, ma non meno importante ed affascinante, Leonardo Faggian e il suo Mistero Buffo, il negozio dove vende le sue maschere di cartapesta. Nella sua piccola ma accogliente bottega/laboratorio artigianale, il maestro da circa vent’anni, segue l’antica tradizione: fa prima un calco iniziale con l’argilla e via via le maschere vengono lavorate con carta, acqua e colla, decorate e finite pezzo per pezzo.
Leonardo Faggian crea maschere per il teatro, maschere classiche del carnevale e maschere ed oggetti per la decorazione.

Alice Bianco e Sara Prian

Riproduzione vietata

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *