La La Stories – Michela, che vorrebbe unire il bello di ogni posto per creare un Paese magico

Michela, che vorrebbe unire il bello di ogni posto per creare un Paese magico

Sono nata nella ridente Oderzo, in provincia di Treviso; ho studiato Scienze Statistiche ed Economiche a Padova, e prima ancora di finire gli studi mi era venuto il pallino di vivere e lavorare all’estero, quindi mi sono data da fare cercando opportunità (borse di studio, tirocini) che, sia durante che dopo la laurea, mi avrebbero portata in Slovacchia, Spagna, Stati Uniti e Inghilterra.

Negli Stati Uniti (Detroit, per la precisione) conobbi il mio futuro ex marito, che viveva in Australia e lavorava per la stessa ditta. Al nostro primo appuntamento siamo andati a vedere le cascate del Niagara, a qualche ora di strada. Dopo un annetto e mezzo di relazione a lunga distanza, e diversi viaggi assieme, con grande disperazione di mia mamma mi trasferii a Melbourne per stare con lui. L’Australia rappresentava un’avventura a cui non potevo resistere, anche se i primi tempi non furono facili – all’improvviso ero molto lontana da tutto ciò che mi era familiare, molto più di quanto non lo fossi stata prima. Trovare un lavoro mi aiutò a crearmi un mio giro di amicizie, ridando un certo equilibrio alla mia vita. Dopo circa un anno ci sposammo, una cerimonia ”alternativa” a bordo di un tram, che simboleggiava i vari viaggi fatti assieme – passati e futuri.

Dopo quanche anno al mio ex arrivò l’offerta di un trasferimento in California – cosa che accettammo perché per lui rappresentava una buona opportunità e per me un riavvicinamento all’emisfero settentrionale; seppur ancora lontana sarei stata un po’; più vicina all’Italia. La cosa buffa fu che, una volta arrivati in California, all’inizio mi mancava l’Australia, mentre quando mi ero trasferita in Australia mi mancava l’Italia.
Dopo un mese ci raggiunse la nostra cagnetta Spina, che una volta arrivata soffrì per qualche giorno il cambio di fuso orario… ci svegliava alle 4 di notte per giocare. Iniziava così una nuova avventura, con tanti nuovi luoghi da esplorare assieme; un’avventura che stavolta avremmo vissuto entrambi da espatriati, e che purtroppo si sarebbe conclusa con una dolorosa separazione. Come disse John Lennon, la vita è quello che ti succede quando sei impegnato a fare altri piani. E come dissero i Queen, ”the show must go on”, non si ha altra scelta che andare avanti. Sono grata di aver avuto accanto a me tanti amici che mi hanno aiutata a ricominciare e sono stati presenti quando ne avevo bisogno.”.

Ci sono stati vari cambiamenti da affrontare… traslochi, l’ennesimo cambiamento di lavoro, stavolta non perché mi trasferivo in un altro Paese ma perché a causa della separazione il mio visto sarebbe scaduto e mi serviva una sponsorizzazione. Grazie alle mie qualifiche ed esperienze come ”data scientist”; non mi fu difficile trovare una ditta che mi avrebbe sponsorizzata per la carta verde. Ormai lavoro da diversi anni per questa ditta, non perché ne sia tanto entusiasta, anzi… dovrei probabilmente cercare un nuovo lavoro, ma qualcosa mi frena. Penso che sia dovuto al fatto che finalmente dopo tanto tempo non ”devo” per forza cambiare qualcosa nella mia vita.

A distanza di diversi anni dal divorzio mi considero finalmente felicemente ”single” e anche un po’ orgogliosa di me stessa. Voglio continuare ad esplorare il mondo e viaggio spesso da sola, o con chi vuole accompagnarmi. Ho avuto esperienze indimenticabili, come quella di aver fatto volontariato in Cambogia o aver visitato le isole Galapagos. Ho vari buoni amici su cui posso contare, che mi sono stati vicini e continuano ad esserlo; apprezzo infinitamente la mia libertà e il fatto di non dover rendere conto a nessuno.

Quando non lavoro, o non viaggio, mi piace cucinare… ultimamente ho la passione per la pasta fatta in casa, faccio il limoncello, sperimento piatti nuovi … un mio amico ha detto che io faccio lo ‘yoga culinario’, mi rilasso così, per la gioia degli amici che poi inviterò a cena. Altrimenti amo fare camminate, esplorare parti di questa immensa città che ancora non ho visto, andare a concerti, imparare i passi di un nuovo ballo, farmi qualche corsetta in bici, o esplorare un nuovo museo con amici. Faccio parte di un circolo internazionale e ci troviamo spesso per un drink e quattro chiacchiere, così come gruppi sociali italiani per non perdere il contatto con la mia lingua e cultura.

Che dire? Non so cosa riservi il futuro o cosa farò “da grande” non so se vivrò sempre a Los Angeles, o negli USA. Mai dire mai, chiaro, ma per quanto sia una bella città, e la vita sia più facile qui sotto tanti aspetti, c’è una componente di umanità che sotto sotto sento che manca.
Sarà perché tutti sono sempre impegnati a far qualcosa, visto che giustamente le opportunità qui non mancano, sarà perché è sempre tutta una corsa e chi si ferma è perduto, ma spesso socializzare diventa un impegno in più che richiede organizzazione e perde spontaneità. Sarà perché il sistema sanitario e di assistenza sociale ha talmente tanti problemi, e non mi dilungo perché ci sarebbe da scriverne interi capitoli, sarà perché la vita qui costa, e tanto. Sarà perché faccio volontariato con i senzatetto, e ogni anno vedo che la situazione peggiora.
Chiaramente il Paese ideale non esiste, e ci sono tantissime cose che non vanno in Italia. In Australia si sta tutto sommato molto bene, ma è così lontana… vorrei tanto poter mettere assieme il meglio di ogni Paese in cui ho vissuto, con al massimo diciamo 5 ore di viaggio per raggiungere la mia famiglia.
Ci penserò, nel frattempo sono qui, non ci sto male ve lo assicuro, sono solo un’inguaribile cinica che non vede l’ora di essere smentita dai fatti.

Michela

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