La La Stories – Elisabetta: una donna che ha come casa il mondo

La La Stories – Elisabetta: una donna che ha come casa il mondo

Elisabetta è stata una delle mie prime amiche, quando sono arrivata a Los Angeles. Quando l’ho conosciuta, 10 anni fa, era alla ricerca di un confronto reale delle sue capacità. Ma cominciamo a raccontare la sua fantastica storia!

Nata a Roma, italiana al 300%, fino ai 18 anni non le era mai balenato nella mente che potesse esistere un’altra lingua che non fosse l’italiano, ma aveva un grande desiderio di conoscerne altre. Il suo primo viaggio fu in Francia, a seguito di una borsa di studio e le si aprì il mondo.

Conseguita la maturità a 19 anni, partì come ragazza alla pari per Washington, e lì si crearono le basi della sua vita avventurosa. Infatti conobbe Geert, colui che sarebbe diventato suo marito, e, ancora di più, cominciò a conoscere il mondo, quel mondo che nel corso degli anni avrebbe girato in lungo e in largo.

Geert, belga, studiava per diventare diplomatico; Elisabetta, dopo un anno in Usa, era rientrata a Roma, dove Geert, che lavorava come funzionario in una banca, l’aveva seguita presentandosi ai suoi genitori.

Una serie di coincidenze aveva fatto sì che i due si trasferirono in Belgio per un periodo, poi a Milano, quindi a Roma, dove Elisabetta si laureò in giurisprudenza, e quindi di nuovo a Milano, per approdare nuovamente in Belgio, paese in cui inizialmente lei faceva fatica ad ambientarsi, per il clima cupo e per le differenze culturali.
Ma animata come sempre da tenacia e buona volontà, studiò il fiammingo e il francese, le due lingue nazionali, per integrarsi meglio e cercare di entrare in sintonia con la cultura locale; e poi anche l’inglese, conseguendo un diploma come interprete dell’Unione Europea. Insomma, mentre Geert lavorava in banca, Elisabetta percorse una strada personale di tutto rispetto. Dimenticavo, in mezzo a questi quasi perenni traslochi, i due si sposarono!

Il soggiorno in Belgio minò però alla base, la fiducia in se stessa, che Elisabetta, già di suo, non aveva. Geert era sempre più intenzionato a buttarsi nella carriera diplomatica, e lei sentiva che non avrebbe potuto rappresentare con passione un paese straniero, che non sentiva come suo.

Ma il destino volle che proprio suo marito ne diventasse il rappresentante, quindi destinazione Roma: cominciò la sua vita da moglie dell’addetto culturale belga.
A Roma, dove rimasero 3 anni, nacquero le due figlie, Carlotta e Matilda, poi improvvisamente Geert venne richiamato in Belgio e vissero lì altri 3 anni, difficili per Elisabetta.

Finalmente la svolta con destinazione Israele arrivò nel 1998, 2 anni in cui Elisabetta fece esperienze meravigliose e indimenticabili. Ma, dietro l’angolo, li aspettava un rientro precoce in Belgio, dove la Regina Paola richiese Geert come segretario particolare.

I successivi 4 anni passati a Bruxelles furono pieni di gioia e di soddisfazioni; Elisabetta decise di cambiare atteggiamento nei confronti di questa vita da nomade, e diventarne protagonista anzichè subirla passivamente. Finita questa missione, vennero destinati a Washington, dove altri 4 anni di vita felice li aspettava.

A seguire arrivò a Los Angeles. Elisabetta per aiutare Geert, sempre appassionato del suo lavoro, si dedicò all’accoglienza in casa e a tutti i ricevimenti, cene e incontri rappresentativi, orgnizzando cibo, intrattenimento ed ogni altra cosa servisse per collaborare a rendere perfette e indimenticabili quelle occasioni. Insomma, la coppia diplomatica per eccellenza.

Ed ecco che, finiti i 4 anni losangelini, lei capì una cosa importante: il suo valore come organizzatrice, come chef, come donna d’affari. Una cosa che si era negata per troppo tempo. O meglio che aveva da sempre fatto ma senza averne coscienza. E volle una conferma dall’esterno, volle misurarsi da sola, non attraverso il lavoro del marito.

Mentre Geert partì per L’Arabia Saudita, lei rimase a Los Angeles, dove nel frattempo avevano acquistato una casa, e fondò una compagnia di catering dal nome ”Think Italian! Events”.

Tutti i pezzi del puzzle che giravano scollegati combaciarono e, anche con un po’ di fortuna, Elisabetta riuscì, con il duro lavoro e l’impegno, a realizzare se stessa, a conseguire un visto come imprenditrice per rimanere in California e mantenersi. Adesso è una donna che non ha più timore di dimostrare la propria forza, una donna di successo e piena di affetto per i suoi cari. Il marito attualmente si trova in Cile e che dal periodo arabo divebbe Ambasciatore, le figlie hanno fatto carriera (la maggiore vive in Australia e la minore in California) entrambe intelligenti ed in gamba.

E lei, Elisabetta, che dal credere di non riuscire a far niente bene nella propria vita, ha realizzato solo con la forza di volontaà un’impresa difficile, che lei sembra svolgere senza alcuna fatica e sempre con il sorriso sulle labbra. Quando la chiami al telefono è usuale sentirsi rispondere che è a Sidney, ad Abu Dhabi, in Argentina, Alaska, o in qualsiasi altro posto del mondo. Una donna con una forza incredibile, che ancora non sa di possedere appieno. Un vero peccato non avere a disposizione almeno 100 pagine per raccontare la sua vita più nel dettaglio.

Eppure, vi assicuro, lei nell’anima è ancora al 300% italiana!

Luisa Da Re

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