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Piano Editoriale: l’importanza di avere tutto sotto controllo

Piano Editoriale: l’importanza di avere tutto sotto controllo

“Non vi preoccupate, ho un piano!”

Quante volte nei film, nel momento di difficoltà, abbiamo sentito questa frase! Eppure se è vero per la finzione, è ancora più importante nella realtà. Se si gestiscono social media o blog, avere un piano, editoriale in questo caso, può davvero salvarci la vita nel fantastico mondo del web.

Capitano, infatti, giorni in cui non sappiamo cosa pubblicare, tutto ci sembra banale e andiamo in crisi: iniziamo ad inveire contro i nostri account, perdendo man mano la voglia di postare. Se, invece, ogni fine mese, decidiamo di dedicare un paio di ore a quello che vorremmo postare il mese dopo e riempiamo buona parte delle caselle del nostro calendario, ecco che i momenti di panico vengono ridotti. Ma procediamo con ordine.

Che cos’è un piano editoriale?

Mai navigare a vista nella pubblicazione!
Soprattutto se gli argomenti che stai trattando hanno un filo comune.

Un piano editoriale è uno strumento in grado di definire e organizzare in maniera efficace i contenuti per i tuoi account social e per il tuo blog. In poche parole, il piano editoriale si traduce in un vero e proprio calendario, formato da tante caselle dentro le quali mettere un riferimento al tipo di contenuto (foto, video, news, test, infografiche ecc…) che dovrà essere pubblicato in un determinato giorno e ad una determinata ora.

Un piano editoriale ti permette di tenere d’occhio i contenuti per raggiungere gli obiettivi della tua strategia. Quindi se prima non sai dove vuoi arrivare con la tua presenza online, è meglio se fai un passo indietro e ti metti prima a riflettere su dove vuoi arrivare. Una volta che hai definito la tua strategia, le tue mete, allora potrai pensare ad un piano editoriale davvero efficace.

Di che cosa ho bisogno per creare un piano editoriale?

Innanzitutto devi armarti di pazienza, per due motivi. Il primo è che c’è bisogno di un brainstorming e di un’analisi delle idee affinché venga semplice capire in che giorni pubblicare e cosa pubblicare, il secondo è perché non farai successo immediatamente: i tuoi followers avranno bisogno di abituarsi alle tue rubriche, dai loro quindi tempo, ascoltali e se non piace quello che proponi, passa al piano B.

A questo punto che hai capito che la pazienza è il primo strumento indispensabile procurati:

  • Calendario con riquadri giornalieri, oppure un’agenda
  • Matita e gomma
  • Colori o evidenziatori
  • Costanza e rigore

Quali caratteristiche deve avere un piano editoriale?

Come dicevamo prima devi inanzitutto avere ben chiaro:

  • Gli obiettivi
  • Il team coinvolto
  • I competitors
  • Il tuo target
  • Il tone of voice
  • Le piattaforme da usare

Affinché il tuo piano editoriale risulti efficace, dovrai cercare di differenziare i contenuti stimolando la conversazione tra le persone che ti seguono. A questo punto dovrai capire come distribuire i tuoi argomenti: io ti consiglio di farlo in maniera strategica, segnandoti sempre quante volte devi pubblicare a settimana e in che modo.

Non dimenticare nemmeno di fare una ricerca sulle parole chiave che saranno le tue nuove migliori amiche. Dovrai scoprire il rapporto che i tuoi followers hanno con il tuo brand e individuare le loro preferenze per riuscre ad intercettare loro e nuovi possibili clienti.

RICORDA:
I VARI SOCIAL NETWORKS HANNO LINGUAGGI DIFFERENTI
Non pubblicare tutto nella stessa maniera.

Perché avere un piano editoriale è importante?

Anche se inizialmente può sembrarti solo una perdita di tempo, creare un piano editoriale ti farà scoprire che alla fine il tempo te lo avrà fatto risparmiare.

Inoltre il piano editoriale fa in mondo che i tuoi obiettivi siano SMART, cioè:
-Specifici
-Misurabili
-Accessibili
-Realistici
-Temporali

e questo ti aiuterà anche ad individuare l’efficacia o meno della tua strategia di marketing.

SAPERE QUANDO E COSA PUBBLICARE RIDUCE LO STRESS
DA PRESTAZIONE DIGITALE E AUMENTA IL SENSO DI COMMUNITY
SOPRATTUTTO SE CALENDARIZZI RUBRICHE FISSE

Nei riquadri giornalieri del tuo calendario, per avere tutto sotto controllo, ti consiglio di inserire:

  • Canale di pubblicazione (Facebook, Instagram, Pinterest, Blog ecc..)
  • Tipologia del post (immagine, video, infografica, ecc..)
  • Call to action
  • Copy (appuntati il testo del tuo post)

Ok, tutto chiaro, ma che contenuti dovrai pubblicare con il mio piano editoriale?

I tuoi contenuti dovranno sempre essere legati alla tua strategia e ai tuoi obiettivi. Non andare mai fuori tema rispetto a quello che i tuoi followers si aspettano da te.

Cosa ancora più importante dovrai tenere un equilibrio tra promozione ed informazione.

LIMITA I POST AUTO PROMOZIONALI:
CREA UN CONTENUTO PROMOZIONALE
OGNI 4-5 INFORMATIVI

Un buon piano editoriale ha al suo interno una content strategy, ossia una strategia di contenuti, fatta di immagini, foto, video, schede techince, vignette, podcast, interviste ecc.

CREA UN MIX DI CONTENUTI DI VALORE TUOI,
DI QUELLI DEI TUOI FOLLOWERS
ED INTERAGISCI SEMPRE CON LA TUA COMMUNITY

Se un brand ce la fa, mentre un altro fatica a stare in piedi molte volte la differenza sta proprio nella pianificazione. Ed è in questi casi che entra in gioco quella che si chiama la regola dell’1/3:

  • 1/3 dei contenuti serve per promuovere la tua attività
  • 1/3 dei cotenuti dovranno provenire da altre fonti e servono per raffornzare il valore e la mission del tuo brand
  • 1/3 saranno contenuti creati dalla tua community

Non ho tempo di fare il mio piano editoriale, cosa devo fare?

Nel caso tu non sia in grado di gestire un piano editoriale per Instagram o Facebook e per il tuo blog, puoi affidarti a professionisti del settore che, ascoltando di volta in volta le tue esigenze, saranno in grado di liberarti di questo peso e offrirti un calendario compilato con le attività che dovrai inserire nei tuoi account social o nel tuo sito web.

Se hai quindi bisogno di un professionista che ti copra le spalle e crei il tuo piano editoriale mese per mese, non esitare a contattarmi per ascoltare bene le tue esigenze e capire di che cosa hanno davvero bisogno i tuoi social network o il tuo blog per prendere davvero il volo!

Sara Prian

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Rivoluzione digitale: web marketing turistico e local marketing

Rivoluzione digitale: web marketing turistico e local marketing

Il turismo si sa, da sempre è una grande risorsa per l’Italia. L’hanno capito bene le imprese turistiche, che negli ultimi anni hanno attuato una rivoluzione digitale, sfruttando gli strumenti a disposizione, per sensibilizzarne l’importanza.
Ciò su cui si dovrebbe puntare maggiormente è comunque, il local marketing: promuovere di più il territorio, far leva su di esso, per un turismo migliore e più sano: il turismo di qualità.

Secondo il report e-tourism 2019 “Migliora l’offerta digitale, cresce il turismo” realizzato da Bem Research, il flusso annuo (2018) di visitatori dall’estero è stato pari a 94 milioni.
Negli ultimi otto anni l’aumento di turisti è stato di quasi 18 milioni e il merito va ad un maggiore e migliore utilizzo degli strumenti digitali.
Per raggiungere i 100 milioni di turisti, manca poco e un contributo potrebbe giungere anche da un diverso rapporto con il web, sempre più in crescita.

Maggiore è l’affluenza turistica, maggiore è il gettito (totale derivante dalle tasse di soggiorno) ed è per questo che il turismo è diventato materia privilegiata anche del marketing, oggi, ancora di più, del Web Marketing turistico.
Migliorata è soprattutto l’offerta digitale, grazie a siti web multilingua e più usabili dai dispositivi mobili: la digitalizzazione legata ai dati, è ormai il presente e il futuro.
La cosa da tenere sempre in considerazione è rispondere a tutti i bisogni e le domande che si pongono i turisti (risposte puntuali ed esaustive), facendogli provare una piacevole user experience.

La definizione precisa di web marketing turistico è la creazione di progetti e programmi volti a garantire lo sviluppo delle strutture e delle attività imprenditoriali di un determinato comprensorio territoriale. Materia strettamente legata ad un altro tipo di marketing è il Local Marketing, come tecnica per far conoscere l’intero territorio: cultura, ma anche enogastronomia, commercio ed artigianato.

Ma che cos’è davvero il local marketing?

È quella tipologia di marketing che punta tutto sulle potenzialità del territorio, facendo dialogare l’ambiente online con quello offline.
Local significa orgoglio, appartenenza, fidelizzazione ed è proprio attraverso i mezzi ora a nostra disposizione (quindi il web marketing), che si può arrivare ai più ed accrescere la propria reputazione, online ed offline.

Fare web marketing turistico e local marketing online, significa pricipalmente farsi trovare dai propri clienti, ma anche costruire relazioni durevoli con gli utenti/clienti, che saranno i primi portavoce delle proprie esperienze sia offline che online, attraverso i commenti sui social network, le fotografie sul web e i post sui loro blog personali.

Per un’attività commerciale, essere sul web vuol dire innanzitutto indicare con precisione la propria posizione, puntare sullo storytelling esperienziale, raccontare cioè, storie che influenzino il turista a diventare consumatore, dargli le informazioni che cerca e soprattutto creare una community che lo renda protagonista.

Il web è una fonte e un mezzo importante. Il turista lo usa sin da quando inizia a programmare la sua vacanza, valuta attività e servizi e può, dovrebbe, capitare anche sul nome e sul sito web della tua attività.
Segui l’esempio delle imprese turistiche, forniscigli le informazioni di cui ha bisogno, affascinalo con lo storytelling e fallo diventare il tuo brand ambassador: influenzandolo, diventare il tuo influencer!

Se non sai da che parte iniziare per promuovere la tua attività, puoi contattarci, sapremo indicarti la strada più giusta per far arrivare da te i turisti e i clienti!

Alice Bianco

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#iocreovalore – Cosa significa fare marketing virale?

#iocreovalore – Cosa significa fare marketing virale?

Qualche tempo fa con la social media manager Elisa Pasqualetto, abbiamo deciso di creare un progetto che facesse capire l’importanza del valore su un social come Instagram. Stiamo, infatti, vivendo un periodo dove a far la differenza sembrano il numero di followers e il numero di like, senza guardare il contenuto. Insomma, la superficialità che vince, il fermarsi alla copertina senza andare oltre, senza pensare che cose come followers e like si possono comprare, mentre la qualità dei contenuti no e che è quindi quella che dovrebbe interessarci.

Per questo motivo è nato #IOCREOVALORE un hashtag che in queste prime fasi del progetto, vuole evidenziare quegli account che vogliano differenziarsi non per i numeri che fanno, ma per quello che propongono. Un modo di sensibilizzare anche le aziende nel comprendere che per ingaggiare qualcuno, che sia un’influencer o una persona che lavora nel digitale, non devono fermarsi solo ai numeri, ma guardare ben oltre: a contenuti ed engagement.

Interessante come case study è stata l’iniziativa di Elisa nel creare, sempre nel contesto del progetto, il Vaso di Valore, dove bastava riempire un vaso virtuale con i nomi degli account Instagram che secondo noi creavano contenuti di valore dentro il social.

Non ci è voluto molto e il contenuto è diventato ben presto virale, in maniera organica e senza uso alcuno di bot! In un arco di tempo che è andato dal 29 maggio al 3 giugno, ha creato più di 200 condivisioni, facendo crescere Elisa in pochi giorni di 564 follower.

COME SI CREA UN CONTENUTO VIRALE?

Intanto vediamo che cos’è un contenuto virale. Un contenuto virale è un qualsiasi tipo di contenuto che si diffonde in maniera rapida attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.

Affinché questo avvenga, il contenuto deve suscitare un emozione in chi lo vede. Deve provocargli quella voglia di condividerlo, e nel caso del Vaso di Valore, voglia di partecipare. In questo specifico caso, poi, sono state emozioni positive a creare la viralità, ma ciò non toglie che in alcuni casi siano la rabbia, la frustrazione a far diventare un contenuto virale, così come, non scordiamo, il divertimento e la risata.

Un contenuto diventa virale soprattutto quando l’idea è semplice e fruibile da tutti. Il fine di quel contenuto che deve suscitare, ripeto, qualche emozione, è quello di creare una catena di condivisioni in grado di autorigenerarsi.

Il caso specifico del Vaso di Valore, come potete leggere nel sito di Elisa dove trovate un’analisi approfondita del caso, ha funzionato non solo perché l’idea era semplice ed intuitiva, ma perché aveva un connotato positivo come il valore, che a sua volta poteva essere declinato in vari modi e abbiamo visto come i vari vasi si siano riempiti di valore per ambiti completamente diversi da quello per cui era partito, cioè il mondo dei social media manager. Tutto questo ha generato una sequenza di positività, data dal fatto che le persone vedendo il proprio nome all’interno dei Vasi di Valore di altre persone, si sentivano gratificate e invogliate a loro volta a condividere il proprio vaso.

IL FATTORE INFLUENCER

Non dobbiamo scordare, inoltre, che c’è stata una spinta anche da parte di alcuni influencer che sono stati taggati dalle persone e hanno fatto da cassa di risonanza ancora maggiore, anche quando un account grosso ha postato il vaso per parlarne negativamente, ampliando ancora di più il raggio d’azione dell’iniziativa.

MA QUANTO COSTA UN’OPERAZIONE DI VIRAL MARKETING?

Nel caso di Elisa, assolutamente niente, a parte il tempo di creare l’idea, postarla e poi ripostare e rispondere ai messaggi in cui veniva taggata. Qui è stato il fattore umano a fare la differenza: niente bot, niente sposorizzazioni, solo persone che hanno compreso l’iniziativa e ne hanno voluto far parte, perché mosse da un’emozione positiva.

Ovviamente il tempo speso per la propria community a rispondere ad ogni messaggio è qualcosa di imprescindibile quando si crea un contenuto del genere, che quindi fa capire quanto sia importante il rapporto tra persone anche quando avviene attraverso uno schermo.

Il Vaso di Valore ha dimostrato come le persone reali con le loro emozioni riescono a creare vere connessioni di qualità e, quando questo è il movimento che si scatena, non esistono bot che tengano.