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Belin Concept – Raccontare la Liguria secondo Nicolò Camaiora

Belin Concept – Raccontare la Liguria secondo Nicolò Camaiora

Oggi vi portiamo nella terra sorella, in quella bellissima lingua di terra che è la Liguria con il suo mare, i suoi monti e le sue tradizioni per parlarvi di chi questa Regione vuole raccontarla con tutto l’amore del mondo e a modo proprio. Abbiamo intervistato Nicolò Camaiora, ideatore di Belin Concept, il cui obiettivo attraverso stampe artistiche, artigianato, accessori, abbigliamento, design ed eventi è quello di narrare la sua terra in maniera dinamica. «Io e Gianni Vai, (l’ amministratore della società che produce il brand) ci siamo guardati negli occhi e abbiamo sognato qualcosa di diverso per la nostra regione. Volevamo proporre una visione nuova e innovativa per questa piccola lingua di terra chiusa fra mare e monti tanto bella; quanto bisognosa di nuovi stimoli sotto tanti punti di vista».

Nicolò ci rivela che, come tutte le idee, Belin Concept nasce un po’ per caso «In quel periodo abitavo in Veneto, avevo aperto le persiane di casa mia e c’era una fitta nebbia, non vedevo 30cm oltre il vetro della finestra. Ho pensato… “belin devo tornare in Liguria!!”. Ecco… si potrebbe individuare la scintilla proprio nella ‘nostalgia di casa’».

Ma anche l’ambizione gioca un ruolo importante nella diffusione del brand «noi vorremmo espandere a breve il brand BELIN andando a lavorare su un progetto di Food, legato ai prodotti tipici del nostro territorio. In più stiamo imbastendo una serie di eventi itineranti legati alla musica disco che si svolgeranno in location segrete con panorami mozzafiato offerti dalla nostra meravigliosa costa frastagliata. Quest’anno abbiamo studiato delle collaborazioni che andranno a proporre BELIN nel mondo dell’artigianato e dell’arte grazie al contributo di altri creativi che racconteranno, tramite il loro talento, la loro visione di “Liguria innovativa”. E poi non solo… stiamo progettando delle personalizzazioni del nostro brand pensate “Ad Hoc” per aziende leader che lavorano sul nostro territorio. Insomma il nostro store è un 20mq di idee sempre in movimento, viviamo la giornata e potrebbe succedere di tutto. Credo sia questa la nostra più grande creazione “belinizziamo” tutto e tutti, mettendoci sempre passione, competenza e andando a puntare sempre sulla qualità».

Nicolò poi è la dimostrazione che se si vuole qualcosa con tutto se stessi e ci si impegna per ottenerlo lo si raggiunge, liberando la mente da quelle sovrastrutture che alle volte lo studio ci impone «Non ho praticamente nessun titolo di studio, sino a 21 anni non avevo mai approcciato in nessun modo il mondo della creatività (per capirci ora ne ho 29). Ho passato una vita abbastanza “movimentata” ma credo che tutto questo mi abbia aiutato; la creatività nasce dal quotidiano e io, avendo “cazzeggiato” per molti anni, ho vissuto parecchie esperienze che mi hanno fatto crescere come persona. Se devo essere sincero anche il fatto di non avere frequentato specializzazioni universitarie è stata (passatemi questo termine) una fortuna! Non ho nessun preconcetto e non ho particolare cultura artistica. Praticamente mi sento molto leggero in tutto quello che faccio».

Eppure questo non lo ha fermato dal collaborare nelle grandi aziende che hanno visto in lui del talento, facendosi poi conoscere a livello nazionale ed europeo con il suo progetto Iconist «Non capita tutti i giorni di sedersi con grandi personalità dell’industria italiana scambiandosi pareri e idee. In Bialetti avevo il presidente che mi trattava come un figlio, mi ha fatto crescere molto, ha creduto sempre in me… sin da subito. Lo ringrazierò sempre, lo considero una persona speciale. Purtroppo o per fortuna ho un carattere libertino, non mi sono mai visto dentro una grande azienda per molti anni. Non riuscirei proprio. Qui a Sestri Levante abito a 50mt dalla Baia del Silenzio… credo sia abbastanza facile capire perché sono rientrato a casa!»

«La creazione sta nel pensiero stesso. Non ci diamo limiti»

Come tutti ormai ben sapete, anche noi da storyteller amiamo raccontare non solo lo Stivale con le sue eccellenze, ma anche il Veneto e abbiamo voluto chiedere a Nicolò come si potrebbe fare di più per raccontare la nostra Italia «Ci vuole solo ed esclusivamente tanto coraggio. Posso solo dirti che nel mio quotidiano vedo pochi progetti che mi entusiasmano. In Italia è tutto molto difficile, la situazione economica del paese non aiuta di certo a”lanciarsi” sulle idee. I progetti hanno bisogno di investimenti e ad oggi è difficile concretizzare quello che si ha nella mente perché nel concreto manca denaro. Infatti ti confesso che a volte penso che io e Gianni, in quanto autofinanziatori di noi stessi, siamo due incoscienti!»

Al solito per concludere l’intervista, abbiamo chiesto anche a Nicolò di dirci qual è il suo MORE «Il mio “more” è la mia famiglia: Valentina e i miei due splendidi figli: Futura di tre anni e Achille di uno e mezzo. Il more di BELIN è l’incontro fra me e Gianni Vai. Siamo due persone non convenzionali con due cuori grandi che battono per la loro terra. Sogniamo una Liguria nuova… ce la faremo

Sara Prian