cosa regalare a natale libri WearMore

Che libro regalare a Natale? I consigli di WearMore

Che libro regalare a Natale? I consigli di WearMore

 

Ormai mancano pochi giorni al Natale e se siete ancora incerte/i su cosa regalare a qualche parente o amica, vi diamo noi qualche consiglio. I libri, sono il regalo perfetto, sempre ben accetti.
In particolare, vogliamo segnalarvene alcuni. Tra quelli che abbiamo già recensito ci sono Becoming. La mia storia, Cosa farebbe Frida Khalo e Donne che parlano, ma di seguito troverete altri libri interessanti, scritti da autrici italiane e non.

 

Per le romantiche ed appassionate


Parlarne tra amici di Sally Rooney


La protagonista è Frances, 21 anni, colta, scrive poesie che recita nei locali e non ha ancora deciso cosa fare della sua vita. Ha un’amica del cuore, Bobbi, che è stata anche la sua amante ed insieme incontrano una coppia di 30enni: Melissa, fotografa, e suo marito Nick, attore depresso. In questa atmosfera bohémienne di Dublino, si intrecciano le loro vite: Frances non è mai stata con un uomo eppure si innamora, forse, di Nick; Bobbi flirta con Melissa.
L’autrice 27enne irlandese è già stata considerata un fenomeno letterario e in effetti il suo Parlarne tra amici è irriverente, sfrontato, al peperoncino, per tutte coloro che vogliono emozionarsi e assaporare un po’ di quel pepe tra le pagine.

 

Per far ridere e sorridere


Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli di Chiara Moscardelli


La protagonista del romanzo, Teresa Papavero, ha 40 anni 40 anni, qualche chilo in più ed è un personaggio che vi starà subito simpatico, perché si veste in modo strano, è buffa e un po’ goffa, ha lavorato in una boutique sexy, ha un padre “ingombrante”, cerca l’amore su Tinder e soprattutto decide di trasferirsi a Strangolagalli, un borghetto a sud di Roma per aprire un B&B con la sua migliore amica. Teresa è una tipa particolare che comunque piace e conquista gli uomini e ha un intuito acuto con cui risolve casi, tra cui quello di Paolo, uomo con cui aveva programmato una seratina romantica, ma che muore improvvisamente e lei inizia ad indagare.
È il classico romanzo divertente di Chiara Moscardelli, che riesce ad intrattenere tutti. Vi consigliamo di recuperare i suoi romanzi precedenti, anch’essi molto intriganti.

 

cosa regalare a natale libriPer toccare le corde dell’anima

Le fedeltà invisibili di Delphine De Vigan


La storia triste e malinconica che vede raccontare quattro voci: Théo e Mathis, 12enni e compagni di scuola, Hélène, l’insegnante e Cécile, la madre di Mathis. Ognuno di loro ha un dramma nascosto: Théo è figlio di genitori separati e la storia ruota attorno a lui e alla sua voglia di autodistruzione, l’amico Mathis lo vorrebbe aiutare e ne soffre; Hélène ha invece avuto un’infanzia difficile e riesce a carpire il dolore dei suoi studenti, Cécile è costretta a subire gli eventi che la circondano.
Un romanzo toccante, che riflette sull’amicizia, la lealtà e la sofferenza, con una scrittura asciutta, ma che tocca il cuore.

 

Per le amiche/parenti serie ed impegnate


Le più fortunate di Julianne Pachico


Un libro d’esordio ambientato in Colombia suddiviso in 11 racconti, ambientati in diversi periodi, dal 1993 al 2013, in diverse zone del Paese per raccontarne la storia: quella dei narcos e delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie, dell’apertura economica all’Occidente e dei contrasti e di un’élite cosmopolita, americana, su cui incombe un senso di minaccia.
Ogni racconto è un punto di vista diverso: si guarda con gli occhi di alcune ragazze privilegiate, che vivono in ville faraoniche in mezzo a una natura sontuosa, dei loro professori, delle governanti. Un romanzo ricco di pathos, che fa riflettere.

 

Per educare


Come se tu non fossi femmina di Annalisa Monfreda


Un libro autobiografico che racconta di un viaggio (fisico in Croazia) dell’autrice con le due figlie di 6 e 9 anni. Un viaggio che si rivela di scoperta, su cosa si può imparare dai bambini e dai figli. Nonché di scoperta di sé, dell’educazione che ci è stata impartita, dei pregiudizi, delle cose imparate dalla vita e dai libri letti.
Un libro suddiviso in ”lezioni”, dove ognuno può imparare qualcosa: dalla gentilezza alla passione, dalla ricerca della bellezza alla cura della felicità. Senza badare agli stereotipi che ci ettichettano solo come “femmine”.

Alice Bianco

Riproduzione vietata

Seguici e metti mi piace!
0
becoming-michelle_obama-wearmore-blog

Michelle Obama – L’umiltà, il coraggio e la solidarietà di una grande donna

Michelle Obama – L’umiltà, il coraggio e la solidarietà di una grande donna

La figura di una Michelle Obama che in una tranquilla giornata di marzo, da sola in casa, si si gode un panino al formaggio nella veranda della sua nuova abitazione, a quattro passi da Capitol Hill, è la figura che mi è rimasta più impressa della sua autobiografia, ”Becoming. La mia storia”, uscita da poche settimane in libreria (Garzanti, pagg. 528, €25,00).
Un libro scritto da una bambina diventata donna, moglie e madre, che nella sua crescita ha mantenuto vive le sue radici, la sua provenienza, i valori della famiglia e che continuamente ha vissuto domandandosi: Sarò mai abbastanza? E ancora, chi siamo davvero e chi vogliamo diventare?

Quand’era solo una bambina, per Michelle Robinson il suo mondo era il quartiere South Side di Chicago, dove lei e il fratello Craig vivevano con i genitori. Ben presto la vita l’ha portata molto lontano: dalle aule di Princeton, dove ha capito per la prima volta cosa si prova ad essere l’unica donna nera in una stanza, al grattacielo in cui ha lavorato come potente avvocato d’affari e dove, un certo Barack Obama si è presentato come stagista per varcare poi la soglia della Casa Bianca da first lady.
Michelle descrive gli inizi del loro matrimonio, le difficoltà nel trovare un equilibrio tra la carriera, la famiglia e la rapida ascesa politica del marito. Confida le sue preoccupazioni, quelle su Barack Obama, le figlie Malia e Sasha, proprio come se noi donne fossimo lì a prendere un té caldo (o un bicchiere di vino) con lei!

recensione becoming la mia storia wearmore blogCome un gruppo di amiche riunite insieme che parlano del più e del meno, ma che affrontano anche argomenti più seri, sui quali riflettere. Michelle Obama accoglie così tutte le donne e ragazze che si accingono a leggere la sua autobiografia: un pot-pourri ordinato e profumato di genuinità, convinzione e spinta a non arrendersi, a lottare per i sogni e gli obiettivi a cui più teniamo ed aspiriamo.

Il ritratto che si crea a poco a poco, è quello di una donna umile, sempre attenta ai bisogni degli altri, che mette al primo posto la famiglia, ma non rinuncia al lavoro e all’impegno al sociale, che permea la sua vita. Di mestieri, un po’ come tutti noi, Michelle ne ha cambiati molti, di litigi, discussioni, problemi di salute in famiglia, ne ha avuti anche lei.

È proprio con la sua sincerità, dalla prefazione fino agli ultimi capitoli, che Michelle entra nel cuore di noi lettrici, non ha paura di mettersi a nudo, di raccontare i dubbi, i problemi e i sentimenti negativi, provati durante tutta la sua vita, dall’adolescenza ad ora.
Saro mai abbastanza? Era questa la domanda che si faceva e continua a fare, dimostrando come per lei sia stato sempre molto difficile affrontare gli scherni, giudizi e pregiudizi sia a scuola che durante la campagna elettorale, per non parlare dei riflettori puntati su di lei e suoi suoi abiti, durante il periodo della presidenza del marito.

C’è poi spazio anche per alcuni aneddoti molto divertenti, come gli incontri tutt’altro che formali, con la Regina Elisabetta d’Inghilterra (non vi racconto niente, perché è bene li andiate a leggere) o i compleanni delle figlie.
La verità che emerge però, è quella di una vita quasi tutt’altro che invidiabile. Michelle è una comune che in visita alla Casa Bianca, c’è poi rimasta, ma non a ”causa” sua. È sempre stata contraria alla politica, ha solamente appoggiato una scelta presa dal marito, dovendo poi subirne le conseguenze.

Tra momenti di dolore e prove di tenace resilienza, Michelle si svela. Quello che appare è il ritratto di una dobba rivoluzionaria, che lotta per vivere la sua vita come tutti gli altri, capace di mettere la sua forza e la sua voce al servizio di che ne ha bisogno, costretta a sopportare le lunghe assenze del marito e a vivere per le figlie e i suoi obiettivi.
Una donna che può essere esempio per tante adolescenti e donne come lei: Michelle Obama è una di noi.

Alice Bianco

Riproduzione vietata

Seguici e metti mi piace!
0
cosa-farebbe-frida-kahlo

Cosa farebbe Frida Kahlo? L’esempio di 50 donne per affrontare la giornata

 

Cosa farebbe Frida Kahlo? L’esempio di 50 donne per affrontare la giornata

Si è solito dire: dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Quanti di voi credono che questo detto sia ormai superato? Ecco, vedo molte mani alzate. Come esistono grandi uomini senza donne accanto, esistono donne straordinarie che non hanno bisogno di alcun uomo per brillare. Molte le conosciamo: sono le donne che ci circondano nella vita di tutti i giorni, sono donne non famose ma in grado di fare la differenza nella vita del singolo, ci sono donne più o meno famose delle quali ci piace parlare nelle nostre rubriche, come le La La Stories o le storie di successo.

E poi ci sono le donne storiche, quelle senza le quali la nostra vita non sarebbe così, quelle donne pioniere del cambiamento che dalla notte dei tempi combattono per la loro e la nostra indipendenza.

cosa-farebbe-frida-kahlo

Di queste personalità ci racconta un libro imperdibile di Elizabeth Foley e Beth Coates, edito da Sonzogno e dal titolo Cosa farebbe Frida Kahlo? – Lezioni di vita di 50 donne coraggiose. Questo volume, scritto con la giusta ironia e che guarda al passato per raccontare il presente, è una di quelle opere che si devono avere nella propria libreria. Vi domanderete il perché, ed è molto semplice: è uno di quei libri che non si smette mai di consultare.

Certo lo si legge una volta tutto d’un fiato, ma poi lo si ripensa per raccontare a qualcun altro la straordinaria vicenda di Cleopatra piuttosto che di Elsa Morante, oppure nei momenti di difficoltà per cercare la risposta nella vita di queste eroine immortali.

Il nostro ragazzo ci sta facendo impazzire? Probabilmente Frida lo avrebbe lasciato e poi del suo dolore ne avrebbe fatto un capolavoro. Il nostro capo o i nostri colleghi continuano ad interromperci durante le riunioni di lavoro? Basterà rileggere la vita di Grazia Deledda e ritrovare la propria voce. Ci sentiamo brutte? Pensiamo a George Eliot (psedonimo di Mary Anne Marian Evans) che ha fatto della sua bruttezza il suo punto di forza trasformandolo in un nuovo tipo di bellezza.

La prosa di Foley e Coates non è mai didascalica o troppo didattica, anzi. La forza di Cosa farebbe Frida Kahlo? è quella di informare ed educare, ma attraverso un’ ironia tagliente, che si radica negli avvenimenti del presente, regalando così una chiave di lettura intelligente, avvincente e vincente.

Alcune di queste donne le conoscerete bene, altre le scoprirete pagina dopo pagina. Alcune e ammirerete, verso altre proverete un misto tra amore e odio, questionerete i loro comportamenti e ne vorrete imitare altri, troverete degli specchi in cui cercare risposte, troverete donne vicine a voi e altre lontanissime, troverete il riflesso di voi stesse o di quello che sarete. Ognuna di queste storie vi farà mettere in moto il cervello ed è per questo che libri come Cosa farebbe Frida Kahlo? devono passare di mano in mano, uomo o donne che sia. Abbiamo bisogno che queste storie vengano tramandate per continuare a lottare e cambiare lì dove c’è da cambiare, per non lasciare che esempi così si perdano in un passato che solo numericamente è così lontanto.

NOTA: Vi consiglio di mettere questo libro sul comodino e ogni mattina, appena svegli, leggere una di queste meravigliose storie, per darvi la carica ad affrontare la giornata.

Sara Prian

Riproduzione vietata

Seguici e metti mi piace!
0
Miriam-Toews

Donne che parlano: il romanzo sulla voce delle donne di Miriam Toews

 

Donne che parlano: il romanzo sulla voce delle donne di Miriam Toews

Tutti all’interno del Giudizio Universale di Michelangelo a Roma conoscono la Creazione di Adamo, ma pochi invece sanno descrivere la Creazione di Eva, quinto affresco della Cappella Sistina. In questa rappresentazione, Eva supplica Dio e lo fa nascondendosi da Adamo che dorme per terra, perché sa che lui disapproverebbe… ma che cosa? Il suo incontro senza mediazioni con Dio o quello che sta dicendo?

Perché, invece io, vi sto raccontando questa cosa? Perché questa è una delle immagini più forti e belle raccontate all’interno del libro di Miriam Toews, Donne che parlano (pp 255, 18,00€) edito da Marcos Y Marcos che racconta la storia delle donne della colonia di Molotschna che venivano narcotizzate con lo spray per le mucche, e poi stuprate nel sonno. Si svegliavano doloranti, sanguinanti. E si sentivano dire che era tutto frutto della loro sfrenata immaginazione, o eventualmente del diavolo. Invece i colpevoli erano uomini della comunità: zii, fratelli, vicini, cugini. Che fare adesso, con questi uomini, che sono in carcere, ma presto usciranno su cauzione e torneranno a casa? Perdonare, come vorrebbe il pastore Peters? Rispondere con la violenza alla violenza? O andare via, per sempre, per affermare una vita diversa, di rispetto, amore e libertà?

 miriam-toews-donne-che-parlano

Il romanzo parte da qui: dal momento in cui le donne devono decidere cosa fare. Sono donne sottomesse, abituate a obbedire. Nascoste in un fienile, prendono in mano, per la prima volta, il proprio destino. La loro ribellione incandescente risana. È linfa vitale anche per August Epp, l’uomo amorevole e giusto che aveva perso la speranza, e che le donne chiamano a testimone della loro cospirazione di pace, perché possa raccontarla.

Donne che parlano è una storia vera romanzata. Sì perché la Toews prende ispirazione a dei fatti realmente accaduti in Bolivia, nella colonia di Manitoba, tra il 2005 e il 2009 e decide di dare voce a queste donne attraverso i verbali immaginati redatti da un uomo diverso da quelli che loro sono costrette a frequentare e amare. August Epp è, infatti, il collegamento tra i due universi, è l’anello esemplare di come uomo e donna possano e debbano collaborare per creare un mondo migliore al di là del proprio gender.

Il libro della Toews è un libro di donne forti, che non accettano più la loro condizione di inferiorità, donne che trasformano le loro cosiddette soft skills per diventare sempre più indipendenti e in qualche modo pensanti. Perché queste, dovete ben tenere presenti, che sono donne rurali, analfabete che, dopo continue violenze decidono di fare gruppo (anche se, come sempre, non tutte) e trovare una soluzione. Sono lì in balia dell’istinto più primordiale che esista, scappare o combattere, ma si elevano dal rango di “bestie” in cui le avevano confinate attraverso il pensiero, iniziando a riflettere grazie alla collaborazione con quell’uomo che, cresciuto da genitori dalle vedute ampie, fa di tutto per aiutarle trovando anche lui stesso la via della salvezza in loro.

Donne che parlano è uno di quei libri fondamentali per la formazione del singolo, per comprendere un evento storico di cui nessuno, almeno qui, aveva mai sentito parlare e cercare di costruire una cultura fondata sul rispetto della donna, ma non solo. Quello che voglio sottolineare sull’importanza di questo libro è come metta al centro la fondamentale collaborazione tra uomo e donna: la comunità femminile non riuscirebbe mai a scappare senza i consigli di August e August non riuscirebbe a salvarsi dal pensiero costante del suicidio senza la fiducia di queste donne così diverse tra loro, eppure così forti.

Toews è una della voci più interessanti e particolari della letteratura contemporanea che con la sua prosa schietta e senza orpelli, riesce a colpire il lettore nel profondo, portando a galla discussioni e argomenti verso i quali bisognerebbe sempre trovare spazio per discuterne.

Sara Prian

Riproduzione vietata

Seguici e metti mi piace!
0