come diventare piloti d'aerei federica fuser wearmore

Come si diventa pilota d’aerei?

Come si diventa pilota d’aerei?

Ciao a tutti ragazzi ! Innanzitutto partiamo per gradi.

Prima di parlare dell’intero percorso per diventare piloti di aerei è bene chiarire una delle cose più importanti!
Infatti una delle domande che mi avete fatto tantissime volte è questa: Qual è la miglior scuola dove studiare?
Come scelgo la scuola più adatta a me?

All’inizio è molto difficile capire qual è la strada giusta da intraprendere, soprattutto se si è completamente nuovi nell’ambiente e non si ha la più pallida idea di quale sia la scuola da scegliere, proprio come e successo a me! Però niente paura, in qualche passaggio cercherò di darvi le informazioni principali per aiutarvi a capire qual è il miglior percorso per voi!

Nella mia esperienza ho capito che non esiste per forza una scuola migliore delle altre, certo, sicuramente è importantissima la formazione che un allievo pilota riceve sin dall’inizio, perché ti consente di gettare delle buone basi che poi faranno da bagaglio per la personale esperienza professionale, ma c’è anche un altra cosa che io per esempio, ho tenuto in considerazione sin da subito: quali sono le mie esigenze? A cosa sono disposto a rinunciare per intraprendere questo duro percorso?
Chiarite tra voi e voi queste domande e siete già a buon punto: avete capito se siete più predisposti per una scuola nel vostro paese d’origine o una scuola all’estero.

Io personalmente ho studiato in una scuola italiana, fortunatamente conoscevo già abbastanza la lingua inglese, fondamentale se volete diventare piloti e, se pensate di scamparla, scordatevelo!

Questo per dirvi che la differenza tra una scuola del vostro paese d’origine ed una scuola all’estero (Inghilterra o America dove si parla madrelingua inglese) la fa proprio questo, la lingua! Se studiate “a casa vostra” non avrete la possibilità da subito di interagire in lingua inglese perché libri ed esami a parte (che sono tutti in inglese), parlerete poi sicuramente nella vostra madrelingua. Per questo motivo, se non avete una gran dimestichezza con la lingua inglese, io vi consiglierei una scuola all’estero,

Detto ciò abbiamo fatto già una bella scelta ovvero, dove iniziare il percorso di studi.

Prima di parlarvi nel prossimo articolo di come si struttura il percorso di studi, vi lascio il link alla scuola di volo EAA, dove potrete curiosare ed approfondire meglio l’argomento.

euaviationacademy.com/

Federica Fuser

How to became an airplane pilot?

Hello everyone! Today I would like to tell you a little bit more about the journey to becoming an aeroplane pilot. First things first, there is some preliminary information I would like to give you; those concerns the education and the efforts you need to undertake before even thinking about flying an aeroplane. One of the many questions which I receive quite often is the following: What’s the best education to become a pilot? Is there a school you would recommend?

If you are starting from scratch, making the right choice, concerning your education path may be daunting. This is the reason why I would like to make it easier for you to make the right choices from the very beginning. From my experience, I can tell that there is no such thing as the best school; although this part of the education will indeed be fundamental for your future career: the important thing is that you choose an accredited aviation school.

After researching the school which may be a good fit for you, there is a lot of psychology which comes into play. Becoming an aviation pilot means full commitment. Are you ready to take on this challenge? How much of your personal life are your prepared to sacrifice to the job? These are some of the most crucial questions you should be able to answer even before thinking about pursuing your pilot career.

From this starting point, you will be able to decide whether it is better for you to study in your home country or abroad. If you are wondering about my career path, here it is. I decided to study in Italy, my home country. The English language, which is the official language in aviation, is still a prerequisite if you want to become a pilot; so I was lucky I already had a good level.

There is a vast difference, of course, if you decide to study in a non-English speaking country or not. You may gain more advantages if you study in English as you will be asked to take your exams in English.

My last suggestion is then the following: study abroad if your English level needs some work. Otherwise, you are okay with staying in your home country.

Before talking to you regarding studies structure, I leave you the link to the EAA flight school, where you can browse and deepen this topic better.

euaviationacademy.com/

Federica Fuser

Federica-Fuser_cover

Branding Photography: lo shooting di Shana Carrara a Federica Fuser

 

Branding Photography: lo shooting di Shana Carrara a Federica Fuser

È stato il mondo dei social network a farci conoscere ed è proprio grazie ad Instagram che possiamo presentarvi questo shooting della nostra fotografa Shana Carrara.

Federica Fuser ha un passato da modella. Ora, come potete leggere nell’intervista che le abbiamo fatto, fa la pilotessa di piccoli aerei privati, ma la sua passione è ancora la moda, la creatività, la voglia di ”giocare” con la macchina fotografica e posare. Per l’occasione, ha scelto alcuni dei vestiti di L’Armadio in Giardino, un negozio d’abbigliamento di Paese (Tv) e alcune creme Chrissie.

Tutti gli scatti sono stati eseguiti a Treviso (Fonderia, centro città e in interni). Ci è piaciuto giocare con gli abbinamenti di colori, con i tappeti di foglie autunnali, l’urban chic e la spontaneità.

 

Quello che traspare dal volto di Federica è un po’ l’atmosfera che abbiamo respirato quel giorno: di familiarità, amicizia e del tepore tipico dell’autunno.

C’è stato un lavoro di squadra, tra cambi d’abito, pose, location: un’immediata sintonia. Merito soprattutto di Shana Carrara, la fotografa e persona giusta per chi vuole realizzare shooting con prodotti da sponsorizzare, branding photography, perché sa capire le vostre esigenze, sa consigliarvi per farvi apparire al meglio e trasmettere la vostra essenza e ciò che volete comunicare.

Influencers e non, donne, imprenditrici/imprenditori, che sta aspettando?

 

 

La galleria completa potete trovarla nella nostra pagina Facebook.

Alice Bianco

Riproduzione vietata

Federica-Fuser_fedethepilot

Federica Fuser, la pilotessa di Treviso: ”Passione, ma anche tanto studio e dedizione”

 

Federica Fuser, la pilotessa di Treviso: «Passione, ma anche tanto studio e dedizione»

Instagram, posto insolito dove poter conoscere una persona, noi, grazie a questo social network abbiamo conosciuto Federica Fuser, di Treviso. Un passato (e ogni tanto anche presente) da modella, ex proprietaria di un’officina meccanica ed ora pilota di aerei privati. Scoprite un po’ cosa vuol dire essere pilota, cos’è la passione, ma anche il duro lavoro.

 

Tutto ha inizio cinque anni fa. «Dopo aver chiuso la mia piccola azienda, un officina di riparazione che ho avuto per circa sei anni in società con il mio primo fidanzato.» La passione per il volo ha avuto il sopravvento: «Già nell’ultimo anno prima della chiusura alzavo gli occhi al cielo e immaginavo come poteva essere il mondo da lassù, guardavo gli aerei decollare in pista e sognavo ad occhi aperti. Ero totalmente innamorata e affascinata dalla maestosità di questi “pezzi di ferro” che si alzavano in aria come piume.» Ma quando Federica ha deciso di mollare tutto e puntare, letteralmente, in alto? «La conferma che avrei voluto diventare pilota è arrivata appena sono salita in un piccolo aereo dell’aeroclub di Treviso e sono decollata. Lì è scattato il clic definitivo.»

Federica Fuser - Shana Carrara 1

Federica Fuser – Foto di Shana Carrara (WearMore)

Certo però, che la vita da pilota professionista non è tutta rose e fiori. «Essere pilota non è solo volare in cielo, è molto altro; è una passione che prima o poi diventerà un lavoro e un lavoro molto impegnativo, che richiede constanti aggiornamenti e test al simulatore per essere sempre pronti a gestire le emergenze più importanti, tanto studio e dedizione.» Questo il consiglio che Federica si sente di dare a tutte quelle ragazze e ragazzi come lei, che vogliono intraprendere questa strada.

Uno dei lati positivi, forse sta proprio nel poter esplorare, di tanto in tanto, posti nuovi, in giro per l’Europa, anche se i momenti di relax sono unici e rari. «Purtroppo ci si trova la maggior parte delle volte a sostare in hotel nell’area aeroportuale per questioni di vicinanza e praticità, soprattutto quando la mattina seguente si parte molto presto. Nonostante abbia girato più di 60 cittadine in tutta Europa, quelle che ho avuto l’opportunità di vedere sono veramente poche! Ricorderò sempre però un resort in cui siamo finiti quest’estate a San Bonifacio in Corsica: abbiamo fatto quasi due giorni di stand-by in quest’oasi in mezzo alla natura, in cui tutto era biologico e coltivato a mano. C’era una piscina riscaldata immersa nella vegetazione e nessuno a parte me. Sono stata lì tutto il giorno a prendere il sole. Cose che capitano una sola volta nella vita!! Quella volta che dici “ogni tanto anche una gioia!»

I viaggi Federica, spesso li condivide con i colleghi maschi, le abbiamo perciò chiesto com’è lavorare con loro, in un mondo così prettamente maschile. «Le compagnie stanno investendo molto nell’assunzione di piloti donne, e sembrerebbe esserci una svolta definitiva. Rimane il fatto che comunque, per la mia breve esperienza nel business jet, devo ammettere che per una donna è sempre più faticoso rispetto ad un uomo. E si, purtroppo si rischia ancora di incappare in certi individui maschilisti.»

Il lavoro, si sa, tende sempre a condizionare la vita di ognuno di noi, come fa Federica a dividersi tra casa a carriera? «6 giorni lontano da casa sono duri, soprattutto per una persona che come me, ama la sua casa e il suo territorio. Infatti quando rientro dal servizio per i miei quattro giorni di riposo, stacco completamente e dedico tutto il mio tempo alle persone a cui voglio bene amici, famiglia, cani, gatti e ovviamente, a me stessa!» Ciò che per lei rappresenta il valore aggiunto nella vita, il suo More, e che consiglia a tutti è: «Fare sempre ciò che ti rende felice e che ti fa star bene. Non smettere mai di cercare quello che è destinato a te, anche a costo di abbandonare strade vecchie ed intraprenderne di nuove.»

Alice Bianco

Riproduzione vietata