Donne che parlano: il romanzo sulla voce delle donne di Miriam Toews

 

Donne che parlano: il romanzo sulla voce delle donne di Miriam Toews

Tutti all’interno del Giudizio Universale di Michelangelo a Roma conoscono la Creazione di Adamo, ma pochi invece sanno descrivere la Creazione di Eva, quinto affresco della Cappella Sistina. In questa rappresentazione, Eva supplica Dio e lo fa nascondendosi da Adamo che dorme per terra, perché sa che lui disapproverebbe… ma che cosa? Il suo incontro senza mediazioni con Dio o quello che sta dicendo?

Perché, invece io, vi sto raccontando questa cosa? Perché questa è una delle immagini più forti e belle raccontate all’interno del libro di Miriam Toews, Donne che parlano (pp 255, 18,00€) edito da Marcos Y Marcos che racconta la storia delle donne della colonia di Molotschna che venivano narcotizzate con lo spray per le mucche, e poi stuprate nel sonno. Si svegliavano doloranti, sanguinanti. E si sentivano dire che era tutto frutto della loro sfrenata immaginazione, o eventualmente del diavolo. Invece i colpevoli erano uomini della comunità: zii, fratelli, vicini, cugini. Che fare adesso, con questi uomini, che sono in carcere, ma presto usciranno su cauzione e torneranno a casa? Perdonare, come vorrebbe il pastore Peters? Rispondere con la violenza alla violenza? O andare via, per sempre, per affermare una vita diversa, di rispetto, amore e libertà?

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Il romanzo parte da qui: dal momento in cui le donne devono decidere cosa fare. Sono donne sottomesse, abituate a obbedire. Nascoste in un fienile, prendono in mano, per la prima volta, il proprio destino. La loro ribellione incandescente risana. È linfa vitale anche per August Epp, l’uomo amorevole e giusto che aveva perso la speranza, e che le donne chiamano a testimone della loro cospirazione di pace, perché possa raccontarla.

Donne che parlano è una storia vera romanzata. Sì perché la Toews prende ispirazione a dei fatti realmente accaduti in Bolivia, nella colonia di Manitoba, tra il 2005 e il 2009 e decide di dare voce a queste donne attraverso i verbali immaginati redatti da un uomo diverso da quelli che loro sono costrette a frequentare e amare. August Epp è, infatti, il collegamento tra i due universi, è l’anello esemplare di come uomo e donna possano e debbano collaborare per creare un mondo migliore al di là del proprio gender.

Il libro della Toews è un libro di donne forti, che non accettano più la loro condizione di inferiorità, donne che trasformano le loro cosiddette soft skills per diventare sempre più indipendenti e in qualche modo pensanti. Perché queste, dovete ben tenere presenti, che sono donne rurali, analfabete che, dopo continue violenze decidono di fare gruppo (anche se, come sempre, non tutte) e trovare una soluzione. Sono lì in balia dell’istinto più primordiale che esista, scappare o combattere, ma si elevano dal rango di “bestie” in cui le avevano confinate attraverso il pensiero, iniziando a riflettere grazie alla collaborazione con quell’uomo che, cresciuto da genitori dalle vedute ampie, fa di tutto per aiutarle trovando anche lui stesso la via della salvezza in loro.

Donne che parlano è uno di quei libri fondamentali per la formazione del singolo, per comprendere un evento storico di cui nessuno, almeno qui, aveva mai sentito parlare e cercare di costruire una cultura fondata sul rispetto della donna, ma non solo. Quello che voglio sottolineare sull’importanza di questo libro è come metta al centro la fondamentale collaborazione tra uomo e donna: la comunità femminile non riuscirebbe mai a scappare senza i consigli di August e August non riuscirebbe a salvarsi dal pensiero costante del suicidio senza la fiducia di queste donne così diverse tra loro, eppure così forti.

Toews è una della voci più interessanti e particolari della letteratura contemporanea che con la sua prosa schietta e senza orpelli, riesce a colpire il lettore nel profondo, portando a galla discussioni e argomenti verso i quali bisognerebbe sempre trovare spazio per discuterne.

Sara Prian

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